San Pietro a Corte

Il complesso di San Pietro a Corte rappresenta uno dei siti più importanti della storia di Salerno, in quanto costituisce una sorta di finestra temporale sull’evoluzione di questo settore della città con numerose testimonianze di carattere archeologico, storico-artistico e architettonico, ubicato nel cuore del centro storico tra Largo Antica Corte e via dei Canali. Come messo in luce dagli scavi archeologici, il complesso cultuale s’innestava al di sopra del frigidarium di un impianto termale datato tra il I ed il II secolo d. C., successivamente rifunzionalizzato come ecclesia e cemeterium a partire dalla fine del V secolo (497 d. C.) con la deposizione di numerosi inumati. Il secolo VIII è caratterizzato da importanti cambiamenti politici della Langobardia Minor, con lo spostamento della sede di potere da Benevento a Salerno ad opera di Arechi II, che corrispose ad una trasformazione urbanistica di questo settore, destinato a divenire il fulcro politico della città, mediante la realizzazione del palazzo regio e di una cappella ad esso annessa dedicata dal princeps langobardorum ai Santi Pietro e Paolo, ubicata negli ambienti ipogei dello stesso. Nei secoli successivi (XI-XIV secc.), gli ambienti continuarono ad essere utilizzati, seppure con destinazioni d’uso differenti: l’aula di rappresentanza divenne la sede per le riunioni del parlamento cittadino e della Scuola Medica Salernitana, mentre la cappella fu destinata ad oratorio, unitamente ad un arricchimento decorativo con l’aggiunta di affreschi e bassorilievi.

A partire dal XVI secolo il complesso subì diversi rimaneggiamenti, come l’aggiunta della scalinata che risale al 700. Agli inizi del Novecento, l’intera struttura fu pressoché abbandonata fino al 1939, allorquando fu data in concessione alla confraternita di Santo Stefano dall’arcivescovado, mentre fino alla metà degli anni Cinquanta gli ambienti inferiori ospitavano delle botteghe. Attualmente l’ipogeo del complesso è gestito dal Gruppo Archeologico Salernitano grazie ad una convenzione stipulata con la Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici di Salerno e Avellino e con la Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, invece la Cappella Palatina è gestita dalla Diocesi salernitana.

Il lungo periodo d’uso ha prodotto notevoli alterazioni nel complesso monumentale di S. Pietro a Corte, soprattutto in relazione alla ricostruzione cronologica delle numerose fasi di utilizzazione che si sono succedute20170404_115935.jpg

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...